Genere e ruolo maschile: perché il sessismo può essere dannoso per la salute mentale maschile.

Genere e sessismo maschile. Già dagli anni novanta del XX secolo, gli studi sulla psicologia maschile hanno sviluppato un modello di ricerca basato su quello che è noto come gender role strain , o “tensione del ruolo di genere”, in riferimento alla difficoltà e allo stress legati alla necessità di misurarsi con, e adeguarsi alle norme di genere. Rientrano in questo fenomeno: 1) lo stress legato al fatto di percepirsi discrepanti dalla norma , che può portare allo sviluppo di un senso di inadeguatezza e di una resistenza a trovare possibili soluzioni a un problema, solo perché le si considera poco maschili o troppo femminili; 2) le eventuali esperienze traumatiche legate alle dinamiche di socializzazione di genere (come nel caso di riti di passaggio, contesti di bullismo, metodi educativi violenti); 3) i comportamenti disfunzionali e pericolosi  messi in atto con l’intento di adeguarsi e realizzare il mandato imposto dai ruoli di genere (per esempio, diete estreme, comportamenti sessuali promiscui, comportamenti a rischio, dimostrazioni di coraggio, comportamenti violenti). In tutta evidenza i ruoli di genere e i meccanismi di socializzazione di genere hanno un effetto anche sull’espressione della sofferenza psichica e del disagio relazionale.

genereUno studio recentissimo pubblicato dall’American Psychological Association (2016, November 21) afferma che gli uomini che aderiscono rigidamente alle norme sulla mascolinità hanno meno possibilità di ricercare forme di cura e supporto psicologicoGli uomini che si vedono come playboy o aventi un particolare potere sulle donne hanno più probabilità di avere problemi psicologici rispetto agli uomini che si conformano meno alle norme ritenute tradizionalmente maschili.

Nonostante i postulati teorici affermino che la conformità degli individui alle norme di genere maschili si relazioni in modi diversi con gli esiti relativi alla salute mentale a seconda di una varietà di contesti, finora non c’è stata alcuna sintesi sistematica della ricerca empirica su questo tema. Pertanto, gli autori di questo studio hanno condotto una meta-analisi dei rapporti tra la conformità alle norme maschili (misurata attraverso il Conformity to Masculine Norms Inventory-94 – CMNI – e altre versioni di questa scala, sebbene venga indicato tra i limiti una possibile influenza di processi di desiderabilità sociale) e gli esiti relativi alla salute mentale.

“In generale, le persone che erano fortemente conformi alle norme maschili tendono ad avere una salute mentale più povera e atteggiamenti meno favorevoli nei confronti della ricerca di un aiuto psicologico, anche se i risultati differiscono a seconda degli specifici tipi di norme maschili”, ha detto l’autore Y. Joel Wong, PhD (Indiana University di Bloomington).

Una prima meta-analisi

Wong e colleghi hanno condotto per primi una meta-analisi di 78 campioni di ricerca che hanno coinvolto 19.453 partecipanti e che si sono concentrati sul rapporto tra salute mentale e il grado di conformità a 11 norme di genere di solito considerate dagli esperti in grado di riflettere le aspettative della società circa la mascolinità tradizionale:

  • Voglia di vincere
  • Necessità di controllo emotivo
  • Assunzione di rischi
  • Violenza
  • Dominanza
  • Playboy (promiscuità sessuale)
  • Fiducia in sé
  • Primato del lavoro (importanza attribuita sul posto di lavoro)
  • Potere sulle donne
  • Disprezzo per l’omosessualità
  • Perseguimento di status

In particolare, gli studiosi si sono concentrati su tre grandi tipi di outcomes relativi alla salute mentale: 1) salute mentale negativa (ad esempio, depressione); 2) salute mentale positiva (ad esempio, la soddisfazione di vita); 3) ricerca di aiuto psicologico. Mentre la maggior parte degli studi U.S. based si sono focalizzati prevalentemente sui maschi bianchi, alcuni si sono concentrati prevalentemente su afro-americani e alcuni su asiatico-americani.

genereMentre nel complesso si è osservato nei soggetti che conformarsi alle norme di genere ritenute maschili è risultato associato a risultati di salute mentale negativa e di funzionamento sociale negativo, i ricercatori hanno trovato che l’associazione è più consistente per tre norme: autosufficienza, perseguimento di comportamenti da playboy e potere sulle donne“Le norme maschili “playboy” e “potere sulle donne” sono le norme più strettamente connesse con atteggiamenti sessisti”, dice Wong.

“La robusta associazione tra la conformità a queste due norme e gli esiti relativi alla salute mentale negativa sottolinea l’idea che la discriminazione sessuale non è semplicemente una ingiustizia sociale, ma può anche avere un effetto negativo sulla salute mentale di coloro che abbracciano tali atteggiamenti.” Ancora più preoccupante, spiega sempre Wong, è che gli uomini fortemente e rigidamente conformi alle norme di genere maschili non avevano solo più probabilità di avere problemi di salute mentale, ma anche anche meno probabilità di cercare forme di intervento/trattamento.

Per una dimensione, invece, i ricercatori non sono stati in grado di trovare effetti significativi. “Primato del lavoro” non è significativamente associato con qualsiasi degli esiti relativi alla salute mentale. Dice l’Autore: “Forse questo è un riflesso della complessità del lavoro e le sue implicazioni per il benessere. Un’eccessiva attenzione sul lavoro può essere dannosa per la salute e le relazioni interpersonali, ma il lavoro è anche una fonte di significato per molte persone “. Infine la conformità alla norma maschile di “assunzione del rischio” è risultata significativamente associata con entrambi gli esiti di salute mentale negativa e positiva, il che suggerisce che l’assunzione del rischio può avere conseguenze psicologiche sia positive che negative.

Disaggregare i costrutti di riferimento

Tra i limiti e le prospettive future riscontrate dai ricercatori è interessante l’osservazione per cui al di là delle categorie e delle variabili demografiche, la ricerca futura dovrebbe affrontare il fatto di come le variabili associate alle identità sociali (ad esempio, identità razziale/sessuale, razzismo percepito, acculturazione, classe sociale) interagiscono con la conformità alle norme maschili per predire altri oucomes tra gli individui provenienti da ambienti diversi. Per esempio, i ricercatori potrebbero indagare se le esperienze di razzismo accentuino il legame tra la conformità alle norme maschili e gli outcomes relativi alla salute mentale tra gli uomini di colore.

Per i ricercatori, quindi, questi risultati evidenziano la necessità di disaggregare il costrutto generico di conformità alle norme maschili e di concentrarsi invece su dimensioni specifiche delle norme maschili e le loro associazioni differenziali con altri risultati. Ciò in relazione anche alla struttura della scala utilizzata (CMNI).

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E nella pratica clinica?

Per quanto riguarda la pratica clinica, dato che la conformità alle norme maschili “controllo emotivo”, “fiducia in sé”, “potere sulle donne” e “playboy” sono state costantemente e sfavorevolmente associate agli esiti relativi alla salute mentale, i clinici potrebbero invitare i loro clienti a esplorare le conseguenze negative psicosociali dell’agire (enacting) tali norme (Mahalik et al., 2005). Per esempio, gli uomini che sono estremamente autosufficienti ed emotivamente controllati potrebbero potenzialmente scontrarsi con esigenze di ricerca di aiuto e lo sviluppo di relazioni intime. Secondo i ricercatori, Inoltre, i clinici dovrebbero evitare di patologizzare gli individui che aderiscono fortemente alla norma codificata maschile “primato del lavoro” (ad esempio, attraverso il labelworkaholics”), dato che questa norma non è significativamente associata con gli esiti relativi alla salute mentale. Invece, i clinici potrebbero esplorare come l’importanza del lavoro possa essere sia una fonte di stress, sia (e in che modo) una fonte di senso nella propria vita (Dik et al., 2013).

Riferimenti

“Meta-Analyses of the Relationship Between Conformity to Masculine Norms and Mental Health-Related Outcomes,” by Y. Joel Wong, PhD, Shu-Yi Wang, MS, and S. Keino Miller, MA, Indiana University Bloomington, and Moon-Ho Ringo Ho, PhD, Nanyang Technological University. Journal of Counseling Psychology, published online Nov. 21, 2016. Puoi scaricarlo cliccando qui.

Dik, B. J., Byrne, Z. S., & Steger, M. F. (Eds.). (2013). Purpose and meaning in the workplace. Washington, DC: American Psychological Association. http://dx.doi.org/10.1037/14183-000

Mahalik, J. R., Talmadge, W. T., Locke, B. D., & Scott, R. P. (2005). Using the conformity to masculine norms inventory to work with men in a clinical setting. Journal of Clinical Psychology, 61, 661–674. http:// dx.doi.org/10.1002/jclp.20101

 

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